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I più grandi designer del nostro tempo #3: Saul Bass

Il maestro del design

Per me, Saul è la cosa più vicina alla perfezione. La sua essenza è simboleggiata dalla sua creazione più raffinata, il logo di United Airlines. È qualcosa che potrei fissare all'infinito, probabilmente per tutta la vita, restandone del tutto appagato. Sono stati proprio i suoi capolavori a spingermi tra le braccia del design fin da molto giovane. Perfino le macchinine Matchbox con cui giocavo, tra i miei primissimi ricordi, devono parte dei loro principi di design a Saul. Il tipo di carattere, il corsivo e la generale “coolness” di tutto. Ha raggiunto una sorta di nirvana, con disegni che non avrebbero potuto essere migliorati. I suoi lavori, per certi versi, appartengono ormai a un'epoca passata, in cui semplicità e idee audaci regnavano sovrane. Continua a leggere per un'introduzione essenziale al genio del signor Saul Bass.

Gli inizi

Nato nel Bronx, a New York, nel maggio del 1920, Bass era figlio di immigrati ebrei dell'Europa orientale. Frequentò la James Monroe High School, nel Bronx.

Dopo il diploma, Bass studiò a tempo parziale presso l'Art Students League di Manhattan, dove, grazie al suo talento precoce, ottenne una borsa di studio. Frequentò poi corsi serali al Brooklyn College, perfezionando le sue doti di design, ed è lì che incontrò Gyorgy Kepes, guru del Bauhaus di origine ungherese.

All'inizio della carriera, Saul lavorò nella pubblicità, anche per la celeberrima Warner Bros. Negli anni Quaranta si trasferì da New York a Los Angeles, in California, per stare più vicino all'azione di Movieland. Si coinvolse sempre più nei progetti hollywoodiani, lavorando come designer di inserzioni stampa.

Questo lavoro mi è rimasto impresso per sempre nella mente. L'accostamento di rosso, nero e bianco nelle forme, che imprime il marchio nella tua materia grigia. Le forme della “W” creano una bellissima armonia simmetrica, pur restando ultra-moderne. Una visione straordinaria di perfezione del design, 3 secondi di maestria, mentre aspetti che inizi il tuo film preferito.

Il celebre regista Otto Preminger fu determinante nell'aiutare Bass a lasciare il primo segno nella progettazione delle sequenze dei titoli di film. Invitò il designer a occuparsi dei titoli di testa del film Carmen Jones (uscito nel 1954). Preminger prese questa decisione dopo essere rimasto colpito dal manifesto che Saul aveva realizzato per lo stesso progetto.

Prima del lavoro di Bass sui titoli di Preminger, le sequenze dei titoli non erano considerate una parte davvero integrante della storia del film. Ma quel lavoro si rivelò una svolta e segnò l'inizio dell'integrazione dei titoli nell'esperienza cinematografica complessiva.

La fama di Bass a Hollywood raggiunse un altro livello nel 1955, quando realizzò la sequenza dei titoli per un altro progetto di Preminger, The Man with the Golden Arm. In origine il manifesto mostrava solo il braccio dorato e alcune delle forme astratte che lo circondavano. Davvero sublime. Ma naturalmente, cosa resta della grafica professionale quando il cliente cerca di annacquare la tua bella visione? Insistettero per aggiungere al manifesto le immagini di Sinatra e Novak. Saul sostenne il contrario, ma purtroppo fu tutto inutile. Così va la vita dell'artista e di chi lo paga.

Più tardi, Alfred Hitchcock, ispirato dal lavoro fatto con Preminger, iniziò a collaborare con Saul per realizzare i titoli di testa dei suoi film, dei veri capolavori. Fu davvero un'età d'oro per le sequenze cinematografiche. Un'alba dorata in cui la tipografia entrò a far parte in modo intrinseco della cultura moderna, amplificata dalla scarica di adrenalina del dramma cinematografico. Bass realizzò sequenze di titoli dal fascino incredibilmente unico per film come Intrigo internazionale, La donna che visse due volte e Psyco , usando la sua inconfondibile tipografia cinetica. Anche se oggi possono sembrare datate, si può ancora apprezzare quanto restino straordinariamente belle, e quanto sarebbero state emozionanti e ultra-moderne nel 1960. Far scorrere i titoli lungo il fianco di un palazzo deve essere sembrato quasi impossibile nel 1959, per di più.

I titoli di Anatomia di un omicidio (1959), Spartacus (1960), Un uomo da marciapiede (1962) e Shining (1980) sono tra le numerose sequenze di titoli famose realizzate da Bass. Tra i suoi ultimi lavori ci furono quelli per Scorsese, Quei bravi ragazzi (1990) e Casino (1995).

Locandine e manifesti cinematografici

La reputazione di Bass nella progettazione di sequenze di titoli nacque dal suo lavoro su un manifesto cinematografico. Realizzò locandine efficaci che aggiunsero un tocco completamente nuovo alla pubblicità dei film. I suoi disegni mettevano in evidenza alcuni elementi chiave di un film o di una pellicola, e questo approccio è un'eredità che gli dobbiamo. In most casi, questi elementi riprendevano scene importanti del progetto.

Anatomia di un omicidio è un buon esempio dell'uso da parte di Bass di disegni semplici e simbolici per trasmettere visivamente di cosa parlasse un film. Nel manifesto inserì il contorno di un cadavere con parti smembrate. Ancora oggi amato da collezionisti di poster e arredatori, il suo colore di stampo rothkiano e il design audace restano un capolavoro sorprendente e coinvolgente. La brutale semplicità dei suoi disegni cattura una sorta di senso di eternità: forme semplici che trasmettono significati sottili, e ogni spettatore ne interpreta il messaggio in modi diversi, proprio come accade con Rothko e altre opere senza tempo. Il lavoro di Bass può essere tenuto in così alta considerazione come l'arte moderna? Secondo me, sì, certamente. È ARTE, di altissimo livello, un risultato intellettuale non meno grande di qualsiasi altro “capolavoro” della sua epoca.

Molti dei suoi manifesti più popolari furono realizzati per Preminger e Hitchcock. Creò anche pezzi memorabili per i registi Billy Wilder e Stanley Kubrick. (Anche se non sempre le cose andarono lisce.)

Bass progettò locandine e manifesti cinematografici per quattro o cinque decenni. Il suo lavoro ha ispirato molti grafici e progettisti di poster che sono venuti dopo di lui.

Loghi

Anche se molti lo conoscono per il suo lavoro a Hollywood, Bass non fu soltanto un maestro del cinema. Fu anche un maestro dei loghi e un genio del branding: un visionario che guidava il settore. Progettò numerosi loghi eleganti e incisivi, alcuni dei quali sono ancora in uso oggi.

In realtà non sono sicuro di quale sia il migliore: questo oppure il suo logo di United. Entrambi mi riempiono di meraviglia. Bass progettò il logo di Bell Telephone nel 1969 e il logo a “globo” per la sua erede, AT&T, nel 1983. I suoi disegni erano così profondamente radicati nella psiche americana da sembrare onnipresenti e parte della vita di tutti i giorni. Tra gli altri suoi lavori famosi ci furono i loghi di Continental Airlines, Dixie e United Airlines. Resta un mistero il motivo per cui il genio della grafica sia raramente celebrato da chi non lavora nel settore. Non dovrebbe forse essere conosciuto da (almeno) ogni persona della cultura occidentale chi ha creato loghi maestosi come quello di United Airlines, Warner Bros o i marchi AT&T? Purtroppo non è così. Restiamo ossessionati dalle celebrità e dagli attori, che passano la vita a fingere di essere qualcun altro. Che strano mondo.

Un “consulente visivo”

Come accade con molti geni, Saul non poteva essere definito con un solo titolo. Bass fu anche regista. In alcuni film è stato accreditato come consulente visivo o pittorico, e ha progettato parti della scuola dei gladiatori nel film Spartacus. Si dice che abbia realizzato lo storyboard del duello finale tra romani e schiavi, un momento monumentale nella storia del cinema! Il celebre grafico ebbe anche ruoli di storyboarder, regista e/o montatore in altri progetti, come Gran Premio, West Side Story e Psyco.

Dagli anni Sessanta, Bass e la moglie Elaine iniziarono a dedicarsi maggiormente alla realizzazione di film. Produssero cortometraggi promozionali per la Fiera Mondiale di New York del 1964. Il documentario “Why Man Creates”, da loro prodotto, gli valse un Oscar. Ottennero anche una candidatura all'Oscar per altri due cortometraggi, Notes on the Popular Arts (1977) e The Solar Film (1979).

In un articolo su Bass piuttosto affascinante, il leggendario scrittore Annyas illustra alcuni dei grandi loghi che Bass ci ha regalato nel corso degli anni. In media, la durata di un logo di Bass è di 34 anni! Che curiosità meravigliosa. Nell'articolo, la nostra carissima Annyas mette a confronto i loghi originali e le loro versioni “aggiornate”, comparse successivamente grazie ad altre agenzie di design. Ciò che rende interessante questo post è che la maggior parte degli aggiornamenti dei loghi realizzati dalle cosiddette agenzie “affermate” sono in realtà molto più deboli dei capolavori originali di Bass. Naturalmente. Non toccateli, maledetti idioti.

Meglio chiamare Saul. Capolavori selezionati

Piccolo sfogo #23.845: le aziende commettono l’errore di voler “aggiornare” i propri loghi, e nella maggior parte dei casi è perché il “consiglio di amministrazione” vuole lasciare il proprio segno (ego?) sul brand prima di ritirarsi per la vecchiaia e il campo da golf. Nella maggior parte dei casi, a dover essere aggiornato è il trattamento del materiale di comunicazione attorno al logo, non il logo stesso. Prendi ad esempio il logo di Continental Airlines.

Il capolavoro di Bass, qui, dovrebbe restare intatto per l’eternità. Non può essere migliorato, né cambiato. È, a tutti gli effetti, la perfezione assoluta del brand. Il lancio disperato che vince la partita all’ultimo minuto. Il punto decisivo a Wimbledon. Sono i Queen al Live Aid, a Wembley. Questi momenti non possono essere migliorati, ma solo conservati con cura per le generazioni future. Non ci soffermiamo sulla grottesca clipart di Microsoft con cui è stato sostituito dalla Lippincot Mercer. Il punto è che non c’era alcun bisogno di un aggiornamento. Il capolavoro di Saul sfida il tempo, la moda e qualunque altra misura dell’essere umano tu possa nominare. Le sue linee aerodinamiche, lisce come seta e americane fino al midollo, non possono essere migliorate. Non cambiare il logo. Aggiorna piuttosto l’ambiente in cui vive. Cambiare il logo è più offensivo che dare fuoco alla Gioconda. Qualunque agenzia di design che abbia alzato la mano per cambiarlo avrebbe dovuto ricevere uno schiaffo in piena faccia.

La tragedia che ha colpito il logo magistrale che Bass aveva creato per Continental Airlines, e il suo aggiornamento moderno. Se n’è andata la gloriosa scia aerodinamica di un suono ultraveloce, sostituita da un aggeggio di tortura vittoriano, progettato, si può solo immaginare, per torturare certe parti virili e porre fine alla diaspora dei propri geni. Ma cosa stavano pensando?? Beh, erano gli anni Novanta, dopotutto. A quei tempi era tutto lecito. Ricordiamo insieme, allora, la gloria di quegli anni meravigliosi. Prima che internet rovinasse tutto. ;)

La rivoluzione di Saul Bass

Negli anni Settanta, United Airlines commissionò a Saul la riprogettazione del suo logo. Bass era già famoso per aver creato loghi senza tempo per aziende come AT&T, Minolta e Kleenex. Il suo approccio minimalista e modernista al design era perfetto per la visione del futuro di United Airlines. Bass si ispirò ai loghi precedenti della compagnia e si concentrò sulla creazione di un simbolo elegante, senza tempo e rappresentativo dei valori di United. Il risultato fu una “U” audace e iconica, con linee nette che formavano una rappresentazione stilizzata e astratta di un moderno aereo a reazione. Il design era semplice eppure evocativo, e catturava l’essenza del volo e dell’innovazione.

Simbolismo e impatto

Il nuovo logo di Saul, presentato nel 1974, divenne subito un classico. La semplicità della “U” permetteva un utilizzo versatile in diversi materiali di marketing, dalle livree degli aerei ai biglietti e alle pubblicità. L’uso intelligente dello spazio negativo rendeva il logo visivamente incisivo e facile da riconoscere, anche da lontano. Il nuovo logo si allineava perfettamente con l’identità della compagnia. Come principale vettore del settore, United voleva trasmettere un’immagine di modernità, affidabilità e progresso. Il design di Bass raggiunse tutto questo, diventando un emblema potente che simboleggiava la posizione della compagnia come pioniera nel mondo dell’aviazione.

Evoluzione e adattamento

Dal suo debutto, il logo di United Airlines firmato da Saul Bass ha subito lievi modifiche per adattarsi alle tendenze del design e alle esigenze dei media. Variazioni di colore e piccoli aggiustamenti sono stati apportati per garantire che il logo restasse attuale, preservandone però l’identità di fondo. La storia del logo di United Airlines è una storia di trasformazione ed evoluzione. Dai primi tempi del Winged Globe fino al design rivoluzionario di Saul Bass, ogni versione rappresenta una tappa importante nel percorso della compagnia. La “U” iconica di Bass è diventata una rappresentazione senza tempo del marchio, incarnando lo spirito del volo, dell’innovazione e del progresso. Attraverso il suo logo, United Airlines continua a volare sempre più in alto, collegando il mondo e ispirando viaggiatori in ogni angolo del pianeta.

Ancora un po’ di Saul:

Saul continua a influenzare moltissimo il team di design qui da Zenn e in tutto il nostro lavoro c’è un po’ di Saul. Anzi, si può dire che la maggior parte dei nostri loghi debba molto al signor Bass. Dai un’occhiata subito! Tutto ciò che possiamo fare ora è celebrare e ricordare il suo genio, e sperare che un giorno torni a farsi vedere.

Lunga vita a Bass! Finché esisterà il design, il genio di Bass resterà nei nostri cuori e nelle nostre menti. Ovunque tu sia, signor Bass, ti salutiamo!